Recensione di Matteo Baldissara

pubblicata sulla rivista “Disegnare – Idee Immagini” n°52 – pag. 92

copertinaNuovo documento 18

Arch. Matteo Baldissara

I sandali di Einstein – Introduzione all’estetica dello spaziotempo”, di Claudio Catalano, è il primo libro della collana Gli Strumenti, diretta da Antonino Saggio. Una collana nata con l’intento di “porre in crisi chi legge spingendolo a riflettere verso nuove direzioni del proprio operare” e che, già con questo primo volume, sembra cogliere nel segno. Il testo affronta il tema, estremamente attuale, del rapporto tra scoperte scientifiche e la produzione artistica ed architettonica a loro contemporanea, in un viaggio lungo due secoli in cui il lettore, sotto la guida di Catalano, si destreggia senza mai annoiarsi tra teorie scientifiche, brani letterari e opere d’arte.

Un viaggio che procede con una narrazione interessante e nuova, che prende il via dalla messa in crisi dello spazio tridimensionale, coerente e strumentale all’applicazione della fisica classica newtoniana per opera della nascita di nuovi modelli geometrici pluridimensionali. Una volta avviato il processo, la trasformazione è globale e rapidissima e coinvolge scienziati, letterati, architetti: il velo è stato strappato. Così la traiettoria narrativa procede dinamica verso la grande rivoluzione di Einstein, senza mai negarsi relazioni estremamente fertili con il mondo dell’arte: una volta compresi gli assunti della teoria della relatività, come non interrogarsi sul rapporto tra simili scoperte e lo spazio granulare di Yona Friedman, quello scomposto e dinamico di Van Doesburg, quello anti-prospettico di Mendelsohn? Attraverso intermezzi stellari, con l’apparizione di personaggi come Van Gogh e Dante, il lettore è ricondotto alla contemporaneità: la narrazione sfuma quindi nel mondo quantico, un mondo di infinite possibilità e suggestioni che, dopo tanto camminare, riusciamo ad accettare nella sua complessità ed indeterminatezza.

Un libro denso, utile e godibile, ma soprattutto un libro necessario. Il paradigma contemporaneo vede la scienza e le sue ricerche sempre più coinvolte negli sviluppi artistici e culturali ed il lavoro di Catalano contribuisce a rinsaldare questo legame in una trattazione che consente, anche a chi non è esperto di discipline scientifiche, di percepire l’importanza e la profondità degli argomenti trattati. D’altronde esiste il dubbio che quando, alla fine del XVI secolo, Copernico scoprì che era la terra a girare intorno al sole, e non il contrario, quella scoperta avrebbe sconvolto non solo il metodo scientifico ma il paradigma di un’intera epoca? Allo stesso modo vivere nel XXI secolo senza essere a conoscenza di quale sia l’avanzamento della nostra comprensione della realtà, e quindi del nostro ruolo nel mondo, è inconcepibile per chiunque si dica contemporaneo. Il lavoro di Catalano non fornisce solo una prospettiva critica che consente di dare, sulla base delle conoscenze scientifiche acquisite, una lettura nuova ed originale ai movimenti artistici del passato, ma costituisce uno stimolo al pensiero libero e creativo che fa della visione orizzontale e profonda uno strumento operativo. La lettura del volume coinvolge il lettore dal punto di vista intellettuale ed emotivo: il senso di meraviglia e entusiasmo che genera con le sue aperture su universi alternativi dota lo sguardo del lettore della capacità di rilettura della realtà, che permette di andare oltre il materiale e l’evidente. Il potere immaginifico delle recenti scoperte scientifiche, unito all’abilità critica di Catalano, fanno di questo libro un vero must-have per chiunque operi nell’ambito di discipline creative o che abbia il desiderio di osservare il mondo da un’altra angolazione.

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